lunedì 23 luglio 2007
Il Barbotto



Sabato scorso, 21 luglio. Cesena, perla della Romagna solatia. Ore 8,30 del mattino. Risalgo, pedalando con calma, la stradina che dal Ponte Vecchio, costeggiando il Savio, mi porterà verso la torre di Roversano posta a picco sul costone che racchiude un'ansa del fiume. Li comincia una bella ed ombrosa salita che porta al paese di Roncofreddo. Ma questa oggi non è la mia meta... oggi si fa sul serio, oggi si va a "fare" il Barbotto!

Devio quindi al bivio per San Carlo, riattraverso il fiume e sono sulla provinciale per Mercato Saraceno. Una ventina di kilometri su terreno ondulato lungo la valle del Savio. Al ponte sul Savio di Mercato Saraceno comincia il Barbotto, la mitica salita: quarto e più duro colle della famosa Gran Fondo "9 Colli"! E comincia con un ammonimento....il primo cartello stradale dopo il ponte reca scritto, già sul primo dei tornanti che si incontrano, "pendenza 14 %" !
Faccio finta di non vederlo.... so già che ci sarà di peggio.

Sono circa le 9:30 e ho già fatto il primo e duro kilometro di salita. Purtroppo per mancanza di tempismo nel cambiare rapporto ho fatto lo strappetto al 14% con il 39/23 , alzandomi sui pedali per potere proseguire... ed il "fiatone" è già comparso. Scruto il pacco dei pignoni per verifica e passo ad un più umano 39/26... ma la musica cambia poco.
Resisto alla tentazione di passare al 28: lo "conservo" per più avanti!

Fatti i primi tornanti abbastanza in ombra, la strada ora è tutta al sole: "al bel sole di Romagna ..." parafrasando il Manzoni (... e chiedendone venia), ma con la complicazione che oggi la temperatura esterna sfiora i 40 gradi all'ombra ( e ce ne fosse...)! Così, a metà salita, la borraccia è già vuota. Metto in pratica tutte le malizie che l'età mi ha fatto imparare: prendo le curve larghe, pedalo seduto e senza scatti, cerco di mantenere quel sottile equilibrio nella respirazione ad evitare il "fuori giri". La velocità non è certo esaltante e mi sembra ( ma sarà poi vero?) di avere fatto meglio nel passato. Ad ogni modo ho preso ormai il mio passo ed avanzo decorosamente. Mi aiuta l'avere una idea delle distanze in gioco e sorrido al ricordo della mia prima volta sul Barbotto, quando fui salvato da una inevitabile debacle psicologica per "messo piede a terra" ad opera di uno stop per attraversamento della strada da parte di un grosso e provvidenziale gregge di pecore proprio al fatidico ultimo kilometro!

Questa volta di pecore nessuna traccia... unico segno di vita un giovane ciclista che mi sorpassa con la sua agile pedalata. Sono sul drittone al 18%, quello con le scritte per terra ad incitare i ciclisti della Nove Colli. E' veramente dura....anche con il 39/28!

Confesso che in certi punti ho dovuto "zig-zagare" da una parte all'altra della strada mentre, fra me e me, pensavo:"...ma cosa ci fai TU quì, alla tua età... con 40 gradi all'ombra, senza un sorso d'acqua, senza una bava di vento che ti rinfreschi... che se lo racconterai agli amici pedalatori della Bassa Brianza rischi che neanche ti crederanno!". Quando le energie sembravano proprio sul punto di finire, ecco comparire il profilo dello scollinamento. Finalmente! Raccolgo gli ultimi residui di forza, mi alzo sui pedali, e sbocco pimpante (si fa per dire...) al Passo. E' finita, tutto cambia; si alza anche un provvidenziale fresco venticello proveniente dalla parte della Rupe di Perticara che fa bella mostra di sè sul profilo dell'Appennino!

No comments: